Rete d’imprese: Youfm, un esempio che funziona

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Intervista a Viero Negri, manager di rete di Youfm: come una rete d’imprese no core etica e selettiva aiuta le PMI a concentrarsi sul core business e affrontare le sfide di mercato.

Rete d’imprese: Youfm, un esempio che funziona

La rete d’imprese no core aziendale è al centro di questa intervista con Viero Negri, imprenditore e manager di rete di Youfm, oggi la rete di impresa più grande in Italia per i servizi no core aziendali. Al fianco di 42 aziende partner, Youfm permette alle imprese clienti di concentrarsi sul proprio core business, esternalizzando in modo strutturato attività di facility management e servizi di supporto.

Il racconto di Negri mostra come una rete costruita su etica, fiducia e selezione rigorosa dei partner possa diventare un vero asset strategico per le PMI.

Nel video vengono affrontati il percorso di crescita da 6 a 42 imprese, il ruolo del manager di rete come direttore d’orchestra e le sfide affrontate durante il Covid e nelle fasi di ampliamento.

Si approfondiscono inoltre i criteri di ingresso dei nuovi partner, la differenza tra rete contratto e rete soggetto e il valore di un approccio inclusivo nelle persone ma esclusivo nei requisiti, mettendo al centro credibilità, fiducia e responsabilità sociale verso lavoratori e clienti.

Il Marchio di Fabbrica di Youfm

Il marchio di fabbrica di Youfm è l’unicità: oggi sono realmente la rete di impresa più grande a livello nazionale per i servizi no core, in un contesto in cui molte reti nascono e muoiono in poco tempo perché non hanno obiettivi ben impostati e condivisi. Una rete non deve nascere con l’obiettivo di “fare soldi”, ma per portare avanti obiettivi strategici comuni. Un elemento distintivo è essere in tanti, da molto tempo, con partner soddisfatti di ciò che fanno, lavorando tutti in modo pro bono perché credono che il fare impresa debba essere un coro e non una voce solitaria, e questa visione la stanno mettendo in pratica con successo.

Punti chiave

Rete d’impresa e servizi no core

Viene spiegato che Youfm è una rete di imprese specializzata nella gestione dei servizi no core aziendali, permettendo alle PMI di concentrarsi sul proprio core business esternalizzando facility, manutenzioni e servizi di supporto.

Nascita, evoluzione e modello organizzativo

Negri racconta come la rete sia nata nel 2013 da sei aziende di servizi base in ambito facility, per poi evolvere in un aggregato di 42 imprese che coprono l’intero spettro dei servizi no core, con un modello di rete contratto e una forte governance interna.

Etica, selezione dei partner e cultura condivisa

La rete si fonda su codice etico, carta dei valori e una logica “esclusiva”: non conta il numero, ma la qualità delle persone e l’allineamento valoriale, senza sovrapposizioni merceologiche e con grande attenzione alla coerenza nel tempo dei partner.

Sfide, crisi e gestione del cambiamento

Vengono descritte le principali difficoltà affrontate, tra cui la pandemia, la rapida crescita del numero dei partner e la necessità, in alcuni casi, di interrompere rapporti non più allineati, mantenendo però un approccio dialogante e orientato al riallineamento.

Impatto sulle imprese e valore della visione

Negri collega l’esperienza di rete alla propria azienda, sottolineando il ruolo della fiducia, della responsabilità sociale e della partnership con i clienti, mentre Marco Zullo mette l’accento sulla centralità della visione e sull’uso dei progetti come strumenti flessibili al suo servizio.

Leggi la trascrizione completa

Introduzione al podcast e presentazione di Youfm

[00:01] Marco Zullo Salve a tutti e benvenuti su questo podcast Marco di Fabbrica che vuole raccontare le storie che ci sono dietro le aziende, da cui il titolo aziende di straordinaria normalità, perché rispetto a quello che noi siamo abituati come clienti, fornitori o colleghi a vedere giorno per giorno frontalmente non ci racconta tutto quello che c'è dietro le quinte e quindi tutto quello che è la fatica, l'impegno, i successi e i fallimenti di chi ha deciso di mettersi in gioco. Noi parleremo di aziende su diversi fronti e oggi abbiamo qui con noi Viero Negri, imprenditore di Amedea Servizi, che oggi veste gli abiti di manager di rete della rete di imprese, intanto grazie di essere qui disponibile per questa chiacchierata e intanto ti chiedo che cos'è Youfm.

[00:56] Viero Negri Grazie per l'invito. Youfm ad oggi è la rete di impresa più grande a livello nazionale per il no core aziendale. Che cosa si intende per no core? Facciamo un passo indietro e parliamo di cos'è il core business. Il core business per un'azienda è il proprio principale business, il proprio principale interesse. Un'azienda manifatturiera deve produrre quello per cui è nata, un ospedale deve curare il malato e via discorrendo. Tutto quello che è no core può essere gestito ed esternalizzato a una rete di impresa come la nostra, proprio perché tutti questi servizi che non fanno parte del core business possono essere svolti in maniera molto più funzionale e sinergica, quindi meglio e con un costo più interessante e competitivo, non solo come costo orario ma per il principio di gestione complessiva dei servizi no core. Parliamo principalmente di attività di facility e facility management, quindi manutenzione e forniture per un immobile o per le persone che vi lavorano o vivono, gestite esternamente dai soft service agli hard service, includendo servizi tecnici, manutenzioni e ciò che è strategico ma esterno al core business. All'interno di Youfm abbiamo quarantadue aziende che ne fanno parte e possiamo immaginare un immobile e coprire tutti i servizi per l'immobile e per le persone che vi abitano.

[02:55] Marco Zullo Quindi è una rete che dà la possibilità a chi vuole fare impresa di rimanere concentrato sul cuore del proprio business e in qualche modo di alleggerirsi di tutto ciò che può sembrare superfluo ma che è necessario, l'ordinaria amministrazione che va gestita. Io volevo farti due domande: come nasce questa rete di imprese e come tu diventi manager di rete, o chi nasce prima.

[03:34] Viero Negri Le due cose nascono quasi contemporaneamente. Prima nasce la rete e poi ci rendiamo conto che serve una figura apicale che io definisco direttore d'orchestra, il manager di rete. La rete di impresa nasce nel 2013, dodici anni fa, da un'idea di sei aziende volte a offrire i servizi legati al pacchetto facility management, come pulizie, medico competente, amministrazione contabile, arredo d'ufficio, manutenzioni termotecniche ed elettriche, quindi i servizi base in ambito facility. Volevamo proporre al mercato un'offerta diversa rispetto a quella delle grandi multinazionali e delle grandi cooperative, alzare la sticella e dare un servizio di vero valore, permettere al cliente di occuparsi del proprio core business e dimenticarsi del resto, che è funzionale, strategico e importante ma deve essere gestito da altri. Non devo pensare se oggi la receptionist c'è o non c'è, devo avere un'azienda che mi garantisce quel servizio, non devo pensare se gli impianti funzionano o se ho un problema. Dodici anni fa abbiamo maturato l'idea di proporre qualcosa di nuovo sul mercato puntando sulla qualità.

Costituzione della rete, modello organizzativo e ruolo del manager

[05:40] Viero Negri Dopo circa sei anni ci siamo resi conto che la rete poteva fare un salto, evolversi e diventare la rete di impresa più grande per i servizi no core, staccandosi dal solo facility per abbracciare tutti i servizi no core. Abbiamo fatto uno studio e coinvolto altre aziende. Oggi siamo quarantadue aziende e spaziamo in molti ambiti. Una cosa di cui siamo orgogliosi è che le aziende fondatrici, prima di andare dal notaio a sottoscrivere il contratto di rete, per un anno si sono osservate e hanno verificato che tutti e sei i fondatori avessero lo sguardo rivolto nella stessa direzione, perché per fare business servono una strategia comune e obiettivi comuni e condivisi. Il primo documento redatto è stato il codice etico e la carta dei valori, poi dopo un anno siamo andati dal notaio a sottoscrivere il contratto di rete.

[07:10] Viero Negri Il ruolo di manager di rete nasce in parallelo perché, nel momento in cui decidiamo di aggregarci attraverso il modello della rete di impresa, scegliendo nello specifico una rete contratto, capiamo che serve una figura di conduzione. Esistono due tipologie di rete: la rete soggetto, soggetto giuridico a tutti gli effetti con patrimonio, bilancio e rendicontazione, una struttura complessa che può ricordare un consorzio, e la rete contratto, un aggregato di aziende che hanno deciso di condividere un fine comune. Nel portare avanti il progetto di costituzione della rete ci siamo fatti aiutare dal professor Paolo Di Marco, esperto in reti di impresa e oggi presidente del comitato scientifico, docente universitario e docente in BBS, con cui ho seguito il mio primo corso come manager di rete, ottenendo le basi per comprendere il ruolo. È un ruolo importante perché è il direttore d'orchestra: se ci sono molti orchestrali bravi ma nessuno che dà il tempo, coordina le attività e assegna i compiti, la melodia suona male.

[08:31] Marco Zullo Su questo aspetto volevo farti una domanda: tu ricopri un duplice ruolo, imprenditore da una parte e manager dall'altra. Come vedi queste due figure a comunicare tra loro e che legame ci deve essere tra imprenditore e manager?

[08:52] Viero Negri Le due figure sono direttamente funzionali l'una all'altra. La rete di impresa è stata fondata nel 2013 e una delle aziende fondatrici è Amedea Servizi, l'azienda che rappresento con i miei tre soci. Il ruolo di manager di rete è un ruolo di conduzione di un aggregato direttamente complementare all'attività che svolgo per l'azienda che rappresento. La complementarità è ancora più forte se pensiamo che all'interno della rete nessuno, né io né il gruppo formazione né i delegati né l'innovation manager né il vice manager di rete, percepisce uno stipendio dalla rete, perché il nostro stipendio deriva unicamente dall'attività imprenditoriale che abbiamo e portiamo avanti. Il mio arriva da Amedea Servizi. La rete ci permette, soprattutto dopo l'evoluzione avvenuta sei anni dopo quando abbiamo deciso di allargare la rete fino a quarantadue partner, non solo di fare business e portare avanti progetti comuni di condivisione, partnership e aggregazione, ma anche di creare gruppi specifici, come il gruppo welfare nato in rete, composto da cinque aziende che hanno deciso di portare avanti questo business perché può essere complementare alle varie attività e creare indotto. Oggi la principale attività della rete è condividere la cultura del fare impresa in maniera etica e responsabile. La rete diventa un fine e un mezzo per portare avanti la parte imprenditoriale delle nostre aziende.

Selezione dei partner, difficoltà e gestione delle crisi

[11:03] Marco Zullo In questo percorso quali sfide avete dovuto affrontare, ci sono stati momenti in cui avete pensato di non riuscire ad andare avanti?

[11:13] Viero Negri La sfida la affrontiamo tutti i giorni. La rete di impresa Youfm è una rete esclusiva e non inclusiva nel senso che vogliamo persone che possano portare valore. Non ci interessa il numero, non ci interessa un'attività solo per colmare un vuoto, per esempio nella logistica. Se non troviamo un partner che consideriamo all'altezza, il partner non viene presentato in rete. Per questo dico che la rete è esclusiva, perché vogliamo tutelare e preservare un gruppo di persone che hanno condiviso un percorso. Quando qualcuno si avvicina alla rete dico sempre che in Youfm si viene per seminare e non per raccogliere, e di questo siamo orgogliosi. La volontà è aggregare persone di valore che condividano i nostri valori, ideali e fini, e questo facciamo ogni giorno.

[12:40] Viero Negri Il primo elemento di difficoltà è proprio l'attenzione nel portare persone di valore, che non significa grandi aziende ma persone di valore. Nel corso degli anni abbiamo incontrato altre difficoltà. Una è stata il momento del Covid, come per il novantanove per cento delle aziende, perché siamo nati per aggregarci e contaminarci positivamente e l'impossibilità di vederci in presenza è stata un problema. Siamo riusciti comunque a portare avanti il progetto di rete da remoto, con molte riunioni e la creazione di gruppi di lavoro, grazie al supporto del professor Di Marco e del gruppo formazione, che hanno permesso di continuare i progetti senza incontrarci fisicamente.

[13:50] Viero Negri Un altro elemento è quando ci rendiamo conto che un partner, pur entrato con i requisiti corretti e consoni alla rete, negli anni cambia e non è detto che resti performante e portatore di valore. È capitato che ci rendessimo conto che era opportuno spiegare a chi non era più in linea con gli obiettivi comuni che le strade dovevano interrompersi, ed è successo un paio di volte. Un'ulteriore fase delicata è stata la trasformazione da sei a quarantadue partner. Inizialmente non erano quarantadue ma da sei siamo passati a ventidue e quello è stato un momento particolare perché in una riunione di rete si era deciso di allargare la rete a qualche nuovo partner, ma alla riunione successiva mi sono presentato dicendo che avevamo una ventina di ingressi in più, sedici in più. È stato un momento destabilizzante perché poteva spaventare un ingresso così importante, ma poi tutti si sono resi conto che era strategico, perché se si vuole fare uno switch lo si deve fare con un numero significativo.

Prospettive future, contesto e valore dell’unione

[15:29] Marco Zullo Quali sono le sfide che pensi dovrete affrontare in futuro?

[15:43] Viero Negri Le sfide future riguardano diversi fronti. Uno è continuare a preservare e tutelare ciò che abbiamo costruito, perché quando si costruisce qualcosa questo va tutelato con impegno, energia e voglia di fare. Non si è mai arrivati e ogni volta che facciamo qualcosa è un punto di partenza. La volontà è crescere e continuare a farlo, non in termini numerici perché non vogliamo diventare una rete da cento aziende, non è quello che vogliamo, ma vogliamo continuare a portare valore e risultati importanti. Questo avviene nel contesto in cui viviamo, con tutte le criticità e i dubbi. In questo momento stiamo vivendo una crisi economica importante, con guerre e dazi imposti dall'America che creano molte incertezze. La rete serve anche ad aiutare un partner che può trovarsi in difficoltà o avere bisogno di un aiuto, di un pensiero in più, di una testa in più che ragioni e crei nuovi orizzonti.

[17:15] Viero Negri Un altro fronte riguarda il fattore tecnologico, l'evoluzione che stiamo vivendo con l'intelligenza artificiale e tutto ciò che ne consegue. Le sfide sono molte ma l'unione fa davvero la forza, perché una persona da sola può arrivare a un certo risultato e a un certo punto, ma un gruppo riesce ad arrivarci prima, più velocemente e meglio, perché le attenzioni non sono quelle di due occhi ma di dieci, quindici e oltre, il moltiplicatore cresce e questo è un elemento determinante.

[18:20] Marco Zullo Qual è il vostro marchio di fabbrica, cosa vi identifica, in cosa vi sentite identificati quando dite che quella cosa siete voi?

[18:31] Viero Negri Sicuramente l'unicità. Come dico sempre, oggi siamo realmente la rete di impresa più grande a livello nazionale per il no core. Questo è un elemento che fa riflettere, anche perché nelle reti di impresa abbiamo visto tante meteore passare: aggregati di aziende che hanno deciso di portare avanti un percorso ma che in poco tempo, mesi o uno o due anni, hanno interrotto il percorso anche bruscamente. Questo accade quando non si impostano bene gli obiettivi. Se gli imprenditori decidono di aggregarsi in una rete di impresa perché vogliono solo fare soldi, questo è un obiettivo sbagliato, perché il modello di rete di impresa, soprattutto di rete contratto, non è nato per quello ma per portare avanti obiettivi strategici. Esistono reti di impresa che sono filiere ma non sono vere reti di impresa, per esempio nella logistica, nei trasporti, nelle spedizioni, che sono prove tecniche per poi diventare un'unica azienda e fare lo switch da rete contratto a rete soggetto con piena personalità giuridica, ma sono altre cose. Per noi l'elemento distintivo è essere in tanti da tanto tempo, con tutti coloro che ne fanno parte molto soddisfatti di ciò che facciamo, e questo ci gratifica perché l'impegno è tutto pro bono: lo facciamo perché crediamo che il fare impresa debba essere un coro e non una voce solitaria, lo stiamo mettendo in pratica e ci stiamo riuscendo. Questo è ciò che portiamo con orgoglio e che cercheremo di portare avanti negli anni a venire.

Dalla rete all’azienda: etica, fiducia e responsabilità

[20:58] Marco Zullo Hai parlato di obiettivi, persone, selezione delle persone e dei servizi, hai parlato di direttore d'orchestra che organizza tutti questi servizi e queste persone, hai parlato di liberarsi delle risorse che non sono più utili o non svolgono al meglio, o meglio di riportare l'attenzione e ricondurre, e io percepisco un atteggiamento molto accogliente, di percorso condiviso e riallineamento prima di prendere decisioni. Questa tua esperienza, se dovessi traslarla sull'azienda e sull'imprenditore, come la porteresti nell'ambito aziendale?

[22:02] Viero Negri Sono due binari paralleli. Quello che facciamo in rete di impresa è ciò che portiamo avanti anche a livello di azienda, forse con meno poesia ma in modo molto pratico. La rete porta avanti i principi dell'etica, della sostenibilità, della fiducia e della trasparenza, principi che devono essere portati avanti soprattutto in azienda. Parlo della mia esperienza imprenditoriale: Amedea Servizi nasce diciannove anni fa, oggi abbiamo duecento dipendenti e lavoriamo in tre ambiti, servizi di pulizia, ristorazione collettiva e front office. All'interno di queste tre divisioni abbiamo molti clienti con cui creiamo un rapporto non di mero fornitore ma di partner. Nel momento in cui si fa questo salto si acquisisce fiducia. Oggi in qualsiasi rapporto, non solo di lavoro, gli elementi fondamentali sono credibilità e fiducia. Nel momento in cui si portano avanti questi due valori tutto funziona meglio.

[23:40] Viero Negri Gestire imprenditorialmente un cliente in modo trasparente, comprendere cosa significa essere partner, trovare soluzioni, fornire supporto e creare un reale rapporto di sinergia è ciò che oggi fa la differenza perché permette di diventare partner strategico. Quando sei strategico è difficile perdere un cliente. Da qui nasce una catena che riguarda i lavoratori. Come dicevo, abbiamo duecento persone che lavorano per noi, quindi duecento famiglie, e c'è una responsabilità sociale importante perché chi fa il lavoro di cuoco, front office o cleaning non lo fa per hobby ma perché ha bisogno di portare a casa uno stipendio per vivere. È una responsabilità garantire loro lo stipendio e tutte le tutele, assumere le persone con contratti collettivi nazionali corretti e legittimi. Nel nostro settore abbiamo visto molte realtà che negli anni, soprattutto nel cleaning, hanno applicato contratti illegittimi, che non vuol dire illegali, ma con tutele ridotte, per esempio malattia non retribuita. Potremmo fare un webinar solo su questo e non voglio addentrarmi, però quello che dico è che potersi guardare allo specchio con orgoglio è ciò che facciamo in rete di impresa ed è ciò che facciamo come imprenditori, e secondo me è questo che fa davvero la differenza.

[25:29] Marco Zullo Ok, grazie. Ti chiedo l'ultima cosa che è la visione sul futuro. Prima però voglio condividere un pensiero nato in uno dei gruppi di lavoro della rete, che è anche uno dei modi per iniziare a prendere confidenza con possibili partner, ampliare la mentalità, ampliare la visione e guardare un futuro più sostenibile e strutturato. Si discuteva del fatto che siete cresciuti molto in termini di associati, da sei a quarantadue, quindi i servizi si sono molto ampliati, e la domanda era qual è il progetto comune che portate avanti.

Attività comuni, RetiAmoci e generazione di opportunità

[26:25] Viero Negri Il progetto comune, come dicevo prima, parte dal momento in cui un partner decide di avvicinarsi alla rete o noi individuiamo un partner che riteniamo affine a Youfm. Oltre al valore della persona verifichiamo il settore merceologico che rappresenta e in questo caso all'interno di Youfm non esiste sovrapposizione di attività. Se abbiamo già chi si occupa di tutela del patrimonio industriale, marchi e brevetti, non cerchiamo e non accogliamo un'altra realtà che faccia lo stesso mestiere. Fondamentalmente si tratta di avere una pluralità di servizi quanto più completa possibile nella gestione delle varie attività e delle commesse in relazione a quelle che sono le nostre attività.

[27:40] Viero Negri Durante l'anno come rete di impresa organizziamo tre attività: un convegno annuale aperto alla cittadinanza, partecipiamo a un evento fieristico che si chiama Farete promosso da Confindustria Emilia Centro e abbiamo gli incontri che abbiamo chiamato RetiAmoci. Questi incontri sono cinque all'anno. In questi incontri abbiamo un'ora di approfondimento tematico con un relatore, per portarci a casa un contenuto, e un'ora e mezza di matching in cui ci presentiamo e ci raccontiamo ai partner, agli otto, nove, dieci partner che abbiamo al tavolo. Nascono interazioni e sinergie, ci si conosce meglio e, a seguire, c'è una cena conviviale che permette di concretizzare e conoscere altre realtà, creando opportunità.

[29:10] Viero Negri Le idee fra persone che hanno la voglia di crescere, collaborare e comportarsi con rispetto ed etica nascono in modo copioso e poter creare sinergie nelle varie attività è il business reale che nasce in Youfm. Youfm non porta clienti ai partner che entrano in rete: i clienti vengono generati dai partner in rete, vengono condivisi. Nel momento in cui io, come azienda, ho la possibilità di avere partner capaci, efficienti, performanti, aziende serie che possono farmi fare bella figura, faccio due operazioni, vado dal mio cliente, percepisco che c'è un problema e gli trovo una soluzione dicendo che ha un certo problema, oppure è il cliente stesso che mi chiede se conosco qualcuno. È capitato da poco che un mio cliente importante a Faenza mi abbia chiesto se conoscevo qualcuno per la lavanderia industriale che lavorava con loro da tempo. Gli ho detto che conoscevo qualcuno. Il caso ha voluto che questo cliente fosse di Faenza e che il nostro partner fosse anch'esso di Faenza, con il capannone principale in zona e attività in tutta l'Emilia Romagna. Poco dopo il partner Eugenio mi ha detto che il cliente aveva un nuovo fornitore nato da questo contatto. Anche dal passaparola può nascere un'opportunità. In questo caso sono sicuro di aver fatto bella figura. Si è creato un win win alla massima potenza: il cliente aveva un bisogno, gli ho trovato una soluzione, ho fatto bella figura, ho consolidato il rapporto con il partner di rete e con il cliente. Indirettamente ho rafforzato un rapporto in cui probabilmente un'altra azienda che fa il mio stesso mestiere, se si presenta, non viene neanche ascoltata perché il cliente è già soddisfatto.

[30:44] Marco Zullo Mi riconosco molto rispetto all'esperienza passata. Ho avuto un'esperienza da parlamentare europeo che è durata una decina d'anni e oggi mi sono immerso in questa nuova attività che ha a che fare con le imprese e le aziende e mi sono portato questa esperienza della condivisione di valori che in voi ho riconosciuto. Quando ci si mette insieme per costruire progetti questo è un ulteriore valore aggiunto, soprattutto quando questi progetti sono strumenti, perché credo, sia per mia indole sia per come ho percepito il vostro approccio, che siano progetti funzionali alla realizzazione di una visione. In passato si è spesso troppo focalizzati sul progetto, quasi seguendolo fino alla morte anche se significava la disfatta. Oggi i tempi richiedono un passo diverso, mettere al centro una visione e usare i progetti come strumenti per la realizzazione di questa visione. In quanto strumenti possono modellarsi in funzione del contesto, essere aggiustati, fermati o cancellati. Emotivamente non è semplice cancellare o abbandonare un progetto perché chi lavora col cuore si affeziona, ma se si ha la capacità di andare oltre e anteporre il risultato finale, allora il progetto diventa uno strumento che deve essere adattabile. In questa flessibilità penso che voi l'abbiate dimostrata allargando la rete di impresa e mantenendo una selezione rigorosa e un aggiornamento costante con eventi e iniziative, per mantenere fresco questo strumento e questa esperienza che avete creato e che portate avanti da molto tempo, a differenza di molte realtà che sono andate a morire. Ti ringrazio Viero per questa condivisione, per la tua esperienza da imprenditore e per la conduzione di Youfm.

[33:19] Viero Negri Grazie a te.

[33:27] Marco Zullo Se vuoi dire qualche ultima parola altrimenti salutiamo.

[33:32] Viero Negri In chiusura ribadisco il concetto dell'aggregazione che noi abbiamo espresso con una rete di impresa, ma possono esserci molte altre forme di unione e aggregazione. Il pensiero di ognuno di noi preso singolarmente può valere uno, ma il pensiero di due persone messe insieme può valere dieci, il pensiero di quaranta o più persone può valere un milione. Questo è quello che sostengo e ribadisco e che cerchiamo di portare avanti con tutto l'interesse e l'amore del mondo.

[34:23] Marco Zullo Grazie Viero, grazie ai nostri spettatori. Questo è Marco di Fabbrica, aziende di straordinaria normalità. Se volete, contattatemi e raccontatemi qual è il vostro marchio di fabbrica. Alla prossima.

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