Nanotecnologie: le superfici si puliscono da sole

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Con Beatrice Carolina Iaia, CEO di BioTitan Nanotechnology, esploro come sei formule nanotecnologiche trasformano superfici comuni in pavimenti antiscivolo, vetri autopulenti e metalli anticorrosivi, riducendo costi e impatto ambientale.

Nanotecnologie: le superfici si puliscono da sole

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In questa puntata di Marco di Fabbrica parlo con Beatrice Carolina Iaia, CEO e founder di BioTitan Nanotechnology, di come un percorso non lineare – dal giornalismo e dalla danza fino alla chimica applicata – possa generare innovazione concreta. Partendo da alcune formule sviluppate dal padre chimico, Beatrice ha costruito un’azienda che usa le nanotecnologie per cambiare il modo in cui puliamo e manuteniamo superfici in supermercati, hotel, industrie e building.

BioTitan Nanotechnology ha sviluppato sei formule che conferiscono proprietà specifiche a sei materiali: pavimenti antiscivolo per cinque anni, vetri e pannelli fotovoltaici autopulenti per due anni, metalli anticorrosivi per sette anni, pietre e marmi protetti dallo sporco per anni. La vera leva strategica però è la durabilità: meno interventi, meno acqua, meno detergenti, meno forza lavoro e ambienti più sicuri e salubri.

Nel video entriamo nel dettaglio del passaggio dal mondo artistico allo STEM, del posizionamento di nicchia in un mercato ancora poco conosciuto, delle sfide di educare le PMI all’innovazione e delle prospettive di crescita tra PMI consolidata e nuova startup per scalare più velocemente in Italia e in Europa.

Il Marchio di Fabbrica di BioTitan

Per BioTitan Nanotechnology il marchio di fabbrica è la combinazione tra studio specifico di ogni materiale e durabilità dei trattamenti: prodotti capaci di proteggere pavimenti, vetri, metalli e marmi per anni senza alterarne l’estetica, riducendo drasticamente la frequenza e l’aggressività delle pulizie. La vera innovazione non sta solo nella chimica utilizzata, ma nel modo in cui le formule si legano alle superfici e continuano a lavorare nel tempo, trasformando la manutenzione in un processo più intelligente, sostenibile e vantaggioso per aziende e ambiente.

Punti chiave

Un percorso non lineare verso le nanotecnologie

Beatrice racconta il suo passaggio dal sogno di fare la telegiornalista e l’apertura di uno studio di danza di successo alla scelta di rientrare in famiglia per un problema personale e ripartire da zero su un progetto chimico del padre.

Formazione trasversale come punto di forza

La scuola di danza, il lavoro con persone di tutte le età e la formazione in comunicazione diventano asset per guidare un’azienda tech, affiancati da nuovi studi in nanotecnologia, sostenibilità aziendale e biosicurezza indoor.

Sei formule per sei materiali

BioTitan usa sei formulazioni nanotecnologiche per rendere pavimenti antiscivolo, vetri e fotovoltaico autopulenti, metalli anticorrosivi e superfici lapidee più resistenti a sporco e macchie per anni, riducendo interventi di pulizia e manutenzione.

Impatto ambientale ed economico misurabile

La lunga durata dei trattamenti permette di risparmiare tonnellate di acqua, detergenti e ore di lavoro, riducendo l’inquinamento chimico fino al settanta per cento e migliorando la sicurezza degli ambienti, in particolare dove l’acqua è una risorsa critica.

Dal bootstrapping alla scalata

Partita come startup orientata subito al cliente e al fatturato, l’azienda oggi è una PMI che valuta di aprire una nuova startup dedicata per scalare con capitali esterni, mantenendo però il focus sul valore reale del prodotto, non solo sulla exit.

Leggi la trascrizione completa

Dal giornalismo e la danza alla chimica del padre

[00:02] Marco Zullo Ciao a tutti, eccoci con una nuova puntata di Marco di Fabrica, storia di straordinaria normalità. Con questa rubrica vogliamo raccontare esempi virtuosi di aziende, startup, idee che ce l'hanno fatta, che si sono messe in moto e che appaiono semplici da fare ma dietro nascondono tanto impegno, tante difficoltà, tanti successi, insomma tirarsi su le maniche e avercela in qualche modo fatta per puntare poi a una storia di successo. Con noi abbiamo Beatrice Carolina Iaia, CEO e founder di BioTitan Nanotechnology, che ci racconterà un po' la sua storia. Intanto, grazie Beatrice per essere qui con noi oggi.

[00:49] Beatrice Carolina Iaia Grazie a te Marco, è un piacere, è sempre bello raccontare un po' la propria storia e sono sempre grata di poterlo fare.

[00:56] Marco Zullo Entrerei subito nel merito con una domanda chiedendoti come sei finita a fare quello che stai facendo oggi, perché il tuo percorso è un po' variegato diciamo così.

[01:09] Beatrice Carolina Iaia È una storia un po' particolare la mia, perché ho sempre avuto una vocazione per la comunicazione. Sono partita studiando giornalismo, la mia idea era quella di fare la telegiornalista. Poi sono successe tante cose: ho sempre avuto la passione per la danza e quando avevo ventitré anni ho avuto l'opportunità di aprirmi un mio studio di danza. È un'attività che è andata avanti molto bene per sei anni; ho avviato anche un format di eventi itineranti di danza in tutta Europa, è stato un successo.

[01:50] Beatrice Carolina Iaia Poi la vita ti mette alla prova, succedono cose che non puoi controllare. Nel mio caso abbiamo avuto un problema familiare, la mia mamma non è stata bene, io sono dovuta rientrare alla base e ho dovuto gestire tante cose che non pensavo di dover gestire in quel momento della mia vita. Mi sono presa una pausa dal mondo della danza e in contemporanea mi sono avvicinata a un progetto che mio papà aveva nel cassetto da molto tempo. Mio papà è un chimico, quindi aveva delle formule letteralmente nel cassetto, le abbiamo viste insieme e da lì è nato il progetto di BioTitan Nanotechnology. Mi sono dovuta rimettere a studiare perché avevo una formazione completamente diversa; a ventinove, trent'anni ho dovuto ricominciare un po' tutto da capo. È stata una scelta azzeccata e sono molto felice di essere arrivata dove sono, anche se in modo assolutamente non lineare.

Formazione trasversale, nuove competenze e ruolo in azienda

[02:46] Marco Zullo Quindi sei passata da un settore a un altro completamente diverso e questo immagino sia stato molto faticoso anche mentalmente. Non so quanto sia facile fare uno switch di questo tipo. Io solitamente tra le prime domande chiedo quali sono state le sfide, quindi già ce n’è comparsa qualcuna. Se vuoi entrare un po' più nel merito: come sono stati questi ambienti completamente diversi. Immagino che non avevi nessuna intenzione di fare quello che ti sei trovata a fare e quindi hai dovuto costruire tutto da zero, sbaglio.

[03:21] Beatrice Carolina Iaia No no, esatto, è andata proprio così. È stato duro il passaggio iniziale perché il mondo artistico che ho seguito per molti anni c'entra molto poco con il mondo STEM. L'approccio in quest’ultimo è molto più formale; il mondo artistico è più informale, si basa molto di più sull'energia, sullo scambio di energia. All'inizio ho fatto un po' fatica perché quando arrivi da una formazione diversa, soprattutto in Italia, c'è la tendenza quasi a sminuire. All'inizio mi sentivo quasi in difetto di non aver fatto studi scientifici. Arrivare da un mondo di comunicazione e arte e trovarsi in un contesto universitario o scientifico mi ha fatto sentire a volte a disagio.

[03:58] Beatrice Carolina Iaia Poi col tempo ho capito che in realtà è un punto di forza. Avere una formazione trasversale è utile. Se non avessi avuto la scuola di danza non avrei acquisito un sacco di competenze che oggi mi servono. Ho imparato ad avere a che fare con persone di tutti i tipi e di tutte le età: devi saperti rapportare e comunicare in un certo modo. Anche con gli artisti, che sono le persone più complicate con cui avere a che fare; se impari a gestire degli artisti, poi tutto il resto è quasi semplice. Questo mi ha aiutato tantissimo.

[04:35] Beatrice Carolina Iaia Il passaggio iniziale è stato difficile anche perché ho dovuto studiare. Mi sono rimessa a studiare da zero, ho dovuto studiare nanotecnologia, poi ho preso un master in sostenibilità aziendale e ho dovuto capire che apporto tecnico e che valore aggiunto potessi portare io in azienda, non essendo un ingegnere chimico ed essendo gli altri molto tecnici. Ho capito studiando sostenibilità aziendale che se studi l'impatto e monitori l'impatto che puoi generare attraverso i prodotti che porti sul mercato, quello è senz'altro un valore aggiunto. Ci ho messo un po' a capirlo, ma una volta capito ho continuato gli studi fino ad arrivare a febbraio di quest'anno, quando sono diventata tecnico ambientale in biosicurezza indoor.

Cosa fa BioTitan: formule, superfici e nuova concezione di pulizia

[05:47] Marco Zullo Quindi una formazione continua che, vien da dire, fa la differenza. A me piace sempre sottolineare come soprattutto l'imprenditore non possa essere verticale in tutto, ma quell'impegno nella formazione per avere strumenti per comprendere i contesti e i professionisti con cui si parla è fondamentale. Ci racconti un po' più nel dettaglio che cos'è la tua azienda e il prodotto che avete sviluppato.

[05:53] Beatrice Carolina Iaia Certo. Noi abbiamo sei formule nanotecnologiche che danno sei proprietà diverse a sei materiali diversi. Che cosa significa. Nebulizzando o posando, verniciando alcuni di questi prodotti su materiali, si ottengono proprietà migliorative. Ti faccio esempi concreti: possiamo rendere i pavimenti antiscivolo per cinque anni, i vetri e i pannelli fotovoltaici autopulenti per due anni, i metalli anticorrosivi per sette anni, e proteggere pietre e marmi dallo sporco e dalle macchie per due o cinque anni. Lavoriamo materiale per materiale per migliorarne le proprietà.

[06:40] Beatrice Carolina Iaia Il fatto che i prodotti durino a lungo è ciò su cui ho studiato di più, perché è quello che genera un impatto molto positivo a livello ambientale. Si pone come una nuova concezione di pulizia e manutenzione degli ambienti: applichi il prodotto e devi pulire di meno, manutenerlo di meno. Poi dipende se parliamo di pannelli, pavimenti o altri materiali. Il dover intervenire meno nella pulizia e nella manutenzione genera benefici e risparmi, innanzitutto gestionali ed economici.

[07:15] Beatrice Carolina Iaia A seguire, quello che ho studiato sono tutti i risparmi in termini ambientali. Si spreca molta meno acqua, si arrivano a risparmiare tonnellate di acqua ogni anno. Si sprecano meno detergenti, a volte si riescono anche ad azzerarli. Migliora l'inquinamento chimico che si riduce fino al settanta per cento. Si può utilizzare meno forza lavoro e questo nel complesso non solo genera ambienti più salubri e sicuri, perché riduci elementi inquinanti, ma ha anche un impatto positivo sull'ambiente perché hai molti meno sprechi. L'acqua è uno degli elementi che va tutelato di più e in questo siamo molto bravi. Ci posizioniamo bene perché non ci sono molte soluzioni che guardano a come risparmiare l'acqua, non solo a come riutilizzarla ma proprio a come non sprecarla.

Innovazione, posizionamento e prospettive di crescita

[08:35] Marco Zullo Quindi avete agito su un fronte tecnologico innovativo che ha ricadute in termini di sostenibilità e quindi ricadute anche economiche per le aziende o le realtà a cui vi rivolgete direi abbastanza significative.

[08:53] Beatrice Carolina Iaia Sì, è una delle cose che mi rende più orgogliosa. Non è solo portare un prodotto che risolve un problema, perché di fatto facciamo questo: risolviamo un problema di scivolosità o di contaminazione batterica. Ma è anche come lo risolvi che fa la differenza, e questo l'ho imparato lungo il cammino. Non solo lo risolvo, ma sto facendo qualcosa di buono. Questo ci dà energia e motivazione, perché fai qualcosa, lo fai bene, aiuti concretamente a risolvere un problema e in più generi un impatto positivo, e questo è bello.

[09:34] Marco Zullo Andando a toccare temi importanti come innovazione e sostenibilità che oggi il mercato richiede e su cui bisogna investire se si vuole affrontare il mercato in modo sostenibile dal punto di vista economico e prospettico. Nel vostro caso, le sfide per il futuro.

[09:57] Beatrice Carolina Iaia Sicuramente posizionarci come leader di mercato nel nostro settore. Il nostro è un settore di nicchia, la nanotecnologia non è ancora conosciuta da tutti, anche se è molto più utilizzata di quanto si pensi: molti supermercati la usano già per non avere problemi di scivolosità o contaminazione batterica, ma nessuno lo sa perché manca la comunicazione verso l'utente finale. Vorremmo arrivare a essere leader tramite una buona comunicazione, divulgando il più possibile che ci sono soluzioni alternative a protocolli più classici e che possono fare davvero bene.

[10:40] Beatrice Carolina Iaia Vogliamo anche migliorare i prodotti. Abbiamo un antibatterico antivirale che dura due anni sulle superfici, già utilizzabile nelle industrie alimentari e con ottimi risparmi ambientali. Si può utilizzare anche a contatto diretto con gli alimenti, ma questa parte va ancora certificata. Vorrei certificare meglio i prodotti, brevettarne altri, migliorare le garanzie, magari ridurre i tempi di asciugatura per creare meno cantiere. Si può fare tanto e questo è ciò che mi aspetto.

Startup, PMI, innovazione reale e marchio di fabbrica

[11:34] Marco Zullo Se ti dovessi chiedere che cosa vi caratterizza, qual è il vostro marchio di fabbrica.

[11:41] Beatrice Carolina Iaia Come azienda sicuramente il fatto di aver studiato materiale per materiale. Ci teniamo molto anche alla parte estetica. Siamo in grado di trattare materiali di pregio come i marmi lucidi perché ci teniamo a non alterare l'estetica. Quindi attenzione al materiale, ma anche il fatto che i prodotti durino a lungo. La durabilità è la caratteristica che ci contraddistingue più di tutte. Non è tanto il principio che utilizziamo per realizzare le formule, ma come ci leghiamo al materiale che fa la differenza. Il fatto che questo prodotto rimanga nel lungo periodo è la vera innovazione. La durabilità è l’elemento davvero divergente e unico del nostro approccio, perché di solito la pulizia la concepiamo come qualcosa da fare spesso e in modo aggressivo, soprattutto in certi contesti. Con questi sistemi smart continui a pulire, non smetti di pulire bagni o produzioni alimentari, ma lo fai in modo diverso, togliendo molta chimica aggressiva, perché il prodotto è talmente intelligente che continua a lavorare e ad avere efficacia per due, cinque, sette anni. Questo fatto che riesca a durare è l’elemento di svolta.

[13:24] Marco Zullo Mi permetto di dire che è l'elemento dell'innovazione. Girando molte aziende vedo quanto spesso sia difficile cambiare. Da qui l’importanza di costruire un contesto di professionisti dove l'elemento della fiducia fa la differenza, perché essere guidati verso un risultato sapendo cogliere le esperienze altrui è più vantaggioso che procedere per tentativi ed errori.

[14:40] Beatrice Carolina Iaia Noi siamo nati come startup con un approccio molto aziendale puro: pensare al cliente. In azienda è importante vendere, trovare un problema da risolvere o qualcosa che serve al mercato e coprire quella fetta. Siamo nati così, pensando al cliente, ponendoci subito come startup che va e vende a un target. Siamo partiti con l'antiscivolo per supermercati e centri commerciali, poi hotel, poi via via altri prodotti, conquistando mercati diversi: industrie alimentari, di produzione, building. Non siamo nati come startup orientata solo alla ricerca di un investimento e di una crescita veloce, ma al far contento un cliente.

[15:40] Beatrice Carolina Iaia Negli anni abbiamo iniziato a fatturare subito, siamo cresciuti e oggi siamo una PMI. Stiamo per svoltare di nuovo: ci piacerebbe creare da settembre una startup che faccia un percorso da startup “vero”. Nell’ultimo anno, da startup, abbiamo partecipato a molti concorsi e competizioni: questo approccio ti apre molte possibilità. Ora che il tempo da startup si chiude ed entriamo nella fase PMI, ci piacerebbe restare in qualche modo startup per vedere se si può fare una scalata vera, magari aprendo un round e cercando investimenti. Finora siamo stati bootstrapped, ci siamo autofinanziati, abbiamo generato buoni fatturati crescenti, abbiamo capito le esigenze del cliente mercato per mercato e ora ci piace l'idea di capire se andando più veloci riusciremmo a essere più capillari e arrivare prima alle esigenze del cliente finale.

[22:29] Beatrice Carolina Iaia Alle startup direi: restate nel progetto. Ci sono idee fantastiche ma molti partono solo con l'idea di scalare velocemente e fare una exit. Un'invenzione o un prodotto è molto di più: bisogna dargli un valore assoluto. Se metti le energie nel prodotto e nel valorizzarlo, il resto viene più naturale: sono gli altri che ti cercano perché hai creato un valore che serve. Se invece parti cercando subito fondi e posizionamento senza restare nell'idea, rischi di lavorare meno sul prodotto.

[24:10] Beatrice Carolina Iaia Alle PMI dico che serve più apertura all'innovazione. La parola innovazione piace a tutti, ma portarsela in casa è complesso perché qualcosa va cambiato. Il cambiamento comporta uno sforzo, ma è necessario per benefici più grandi. Ci vorrebbe più apertura nel voler fare lo sforzo, non solo dire “che bella l'innovazione”. Se è davvero così bella, bisogna portarsela in casa e vedere i risultati concreti. Oggi ci sono tanti eventi, panel, realtà che fanno open innovation ed è tutto utile, ma il tempo di acquisizione di un cliente per chi fa innovazione è molto lungo. Se venisse un po' snellito, allora sì che l'innovazione inizierebbe a prendere piede: ci deve essere più fiducia nell'innovazione.

[26:13] Marco Zullo Assolutamente sì. Io riassumo spesso con “correre senza fretta”: rimanere focalizzati sulla visione, ma con la capacità di adattarsi, governando il mercato invece di farsi trascinare. Questo rende il percorso più dinamico e interessante, pur con la fatica del cambiamento.

[27:18] Marco Zullo Beatrice, grazie mille di aver condiviso con noi questa esperienza. Aspettiamo da settembre le novità e avrò piacere di aggiornare chi ci segue. Sono esperienze utili che vale la pena condividere, soprattutto quando i progetti sono virtuosi e hanno molte caratteristiche innovative, non solo tecnologiche ma anche di approccio, visione e capacità di guardare al lungo termine.

[27:58] Beatrice Carolina Iaia Grazie a te e grazie a tutti quelli che ci ascolteranno.

[28:01] Marco Zullo Grazie ai nostri spettatori, seguiteci e, se volete, condividete con noi qual è il vostro marchio di fabbrica. Grazie, alla prossima.

Se vuoi capire come integrare soluzioni nanotecnologiche che riduono costi, consumi di acqua e chimica nei tuoi impianti o nei tuoi spazi, guarda il video completo con BioTitan Nanotechnology.

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