Ciao, in questo video racconto come sono diventato europarlamentare partendo da un percorso tutt’altro che politico: una laurea in ingegneria dell’automazione, anni da impiegato tecnico e poi product manager in una multinazionale. In parallelo cresceva il mio impegno da attivista su ambiente, diritti degli animali e progetti per il territorio, senza alcuna ambizione di “carriera politica” nel senso tradizionale.
La svolta è arrivata quando il lavoro nei Meetup e la nascita dell’associazione Terraè mi hanno reso sempre più riconoscibile sul territorio tra Friuli Venezia Giulia e Veneto, fino alle prime candidature locali e regionali con il Movimento 5 Stelle. L’obiettivo però non era “essere eletto a tutti i costi”, ma dimostrare che si può ottenere fiducia parlando chiaro, senza promesse irrealistiche e proponendosi come strumento al servizio di una comunità.
Nel video ti porto dentro le tappe concrete: dalla prima lista civica “riempilista” ai tentativi andati a vuoto, fino alla campagna per le europee del 2014 vinta per due sole preferenze di scarto, costruita su trasparenza, visione di lungo periodo e lavoro di gruppo. Condivido cosa ha fatto davvero la differenza e perché quegli stessi principi oggi li applico al mondo delle imprese e delle PMI.
Il Marchio di Fabbrica di Marco Zullo
In questo video non c’è un ospite ma racconto il mio percorso: il tratto che considero più vicino al mio “Marchio di Fabbrica” è l’aver scelto di chiedere fiducia non promettendo ciò che non potevo garantire, ma proponendomi come strumento concreto per costruire risultati insieme alle persone e ai territori che rappresentavo.
Punti chiave
Dalle aule di ingegneria ai Meetup
Racconto come, pur nascendo come tecnico e lavorando nell’elettronica, il desiderio di fare qualcosa per il territorio mi abbia spinto verso l’attivismo nei Meetup di Beppe Grillo e nei primi gruppi civici locali.
Terraè e la sostenibilità come palestra
Spiego la nascita dell’associazione Terraè e di una fiera annuale sulla sostenibilità, partita con un “budget negativo” concordato tra amici, che mi ha fatto crescere nella progettazione di eventi e nel lavoro di rete.
Prime candidature e “riempilista”
Racconto la mia prima esperienza in lista civica a Portogruaro e poi la candidatura regionale in Friuli Venezia Giulia con il Movimento 5 Stelle, vissute più per sostenere il gruppo che per un obiettivo personale di elezione.
La campagna europea voto per voto
Descrivo come ho impostato la candidatura alle europee del 2014 in una circoscrizione sfavorevole, puntando su verità, niente promesse irrealizzabili e una campagna costruita in modo metodico grazie anche alla mia formazione ingegneristica.
Due preferenze che cambiano tutto
Racconto l’episodio del riconteggio dei voti: da non eletto per circa duecento preferenze a eletto per due sole preferenze di scarto, conferma concreta che ogni voto conta davvero.
Leggi la trascrizione completa
Dalle origini tecniche all’attivismo sul territorio
[00:01] Marco Zullo Ciao a tutti, oggi vorrei raccontarvi come sono diventato parlamentare europeo. Premesso, non era mia intenzione fare una carriera politica, pensavo a tutt'altro. Io come formazione nasco tecnico, ho una laurea triennale in ingegneria dell'automazione, ho fatto l'impiegato tecnico per diversi anni e poi al tempo ero avviato in una multinazionale franco-tedesca come product manager. Mi occupavo di mercato e di prodotti nel campo dell'elettronica. Devo dire che già da diversi anni ero molto interessato all'attivismo, quindi ambientalismo, animalismo. Avevo voglia di occuparmi del territorio, fare del bene, dare il mio contributo a migliorare la società e il posto in cui vivevo, nulla di particolare.
[00:50] Marco Zullo Parliamo del duemilanove, ero all'inizio della mia carriera lavorativa, avevo tempo e nascevano quelli che erano i Meetup di Beppe Grillo. Non c'era ancora un intento politico vero e proprio, era una forma di attivismo sociale. In quel periodo mi occupai e diedi il mio contributo al Meetup di Pordenone dal punto di vista dell'impegno civico, per fare qualcosa sul territorio che fosse utile per i cittadini.
Terraè, la fiera sulla sostenibilità e il “budget negativo”
[01:20] Marco Zullo Nel mentre, insieme ad un altro gruppo di attivisti che per lo più arrivavano dai Meetup, ma non solo, demmo origine a un’iniziativa che si chiama Terraè, una manifestazione che aveva l’idea di approcciarsi alla sostenibilità a trecentosessanta gradi. Eravamo sempre impegnati su questi temi e a livello locale, a Pordenone, non c’era nulla di simile. A un certo punto ci dicemmo: perché non farlo qui invece di dover sempre andare in giro per fiere. Costituimmo un’associazione e iniziammo una serie di attività sul territorio, una fiera annuale con iniziative che tutt’oggi proseguono. Io non ho più a che fare con l’associazione, ma sono molto contento che sia diventata un soggetto riconosciuto dal territorio.
[02:05] Marco Zullo La cosa che mi fa sempre piacere raccontare è che quando decidemmo di costituire questa associazione e fare l’evento, la domanda che ci ponemmo fu quanto ognuno di noi fosse disposto a perderci in termini monetari per coprire le spese. Partimmo con un progetto il cui obiettivo era fare più di meno seimila euro, che era la cifra che avevamo virtualmente raccolto come somma che ci saremmo potuti permettere di spendere e perdere se la cosa non avesse funzionato. Le attività dei Meetup e dell’associazione, per quanto mi riguarda, si sono molto accavallate e questo mi ha permesso di essere riconosciuto sul territorio sia in Friuli Venezia Giulia, dove abitavo a Pordenone, sia in Veneto, dove abitavo prima, a Portogruaro, essendo di fatto a cavallo tra le due regioni.
Prime candidature locali e regionali, tra idealismo e lavoro di gruppo
[03:05] Marco Zullo Nel duemilatredici, anzi penso già tra il duemilaundici e il duemiladodici, faccio il cosiddetto “riempilista” in una lista civica di Portogruaro per dare una mano a un gruppo di cittadini orientati alla sostenibilità. Quella è la mia vera prima esperienza elettorale. Presi una decina di preferenze, praticamente non mi votò nessuno, ma non era quella la mia intenzione.
[03:35] Marco Zullo Nel duemilatredici mi candido con il Movimento 5 Stelle, che nel frattempo era nato, alle elezioni regionali del Friuli Venezia Giulia. Lì ero già più motivato, avevo più volontà di entrare nelle istituzioni per iniziare a fare qualcosa di concreto, ma non avevo grandi aspettative. Ci credevo un po’, ero molto idealista e orientato alla riuscita del gruppo. Non mi interessava essere eletto in prima persona, mi interessava riuscire a contribuire tramite chi sarebbe stato eletto. Fatto sta che non vengo eletto; se non erro mi candidai terzo nella circoscrizione di Pordenone. Nel frattempo l’attività politica sul territorio e nel Movimento 5 Stelle a cui avevo aderito diventava sempre più intensa, anche perché c’erano i primi eletti a Roma e si entrava nel merito delle questioni politiche.
La candidatura alle europee e una campagna “fuori prassi”
[04:30] Marco Zullo Arriviamo al duemilaquattordici. Qualche mese prima, e qui devo dare riconoscimento al Movimento 5 Stelle di allora, mi viene data la possibilità di candidarmi. Arriva a tutti gli iscritti la mail “vuoi candidarti per...” e io decido di candidarmi. Non avevo alcuna aspettativa perché, essendo in Friuli Venezia Giulia, che statisticamente è molto piccolo rispetto a Veneto ed Emilia-Romagna, che fanno parte della stessa circoscrizione elettorale, era praticamente impossibile pensare di poter essere eletti. Decido comunque di candidarmi non tanto per essere eletto, perché la statistica mi diceva il contrario, ma per dimostrare agli altri attivisti con cui lavoravo che un modo diverso di approcciarsi alla politica e al cittadino avrebbe potuto fare la differenza.
[05:30] Marco Zullo Puntavo a un piazzamento. Fatti due conti, era difficile essere eletti, però se fossimo riusciti a raggiungere una certa posizione per un candidato del Friuli Venezia Giulia sarebbe stato un grande successo, in grado di dimostrare che anche partendo svantaggiati da territori più piccoli si può ottenere un risultato se il modo di operare fa la differenza. Facciamo le primarie interne, ottengo la candidatura e poi dobbiamo raccogliere i voti sul territorio di tutta la circoscrizione: Friuli Venezia Giulia, Emilia-Romagna, Trentino-Alto Adige e Veneto.
[06:15] Marco Zullo Iniziamo a fare cose che, dal mio punto di vista, erano normali, niente di particolare, ma a un certo punto mi sono reso conto che andavano un po’ contro la prassi, non solo del mio partito di allora ma in generale di tutti. Vorrei soffermarmi su un aspetto che penso abbia fatto la differenza in quell’epoca, quando sono entrato in politica, e anche quando sono stato riconfermato per il secondo mandato, rispetto a quello che facevano gli altri: dire la verità. Cioè non andare a promettere cose che non si possono fare. Questo è stato un tratto distintivo del mio approccio alla politica e poi alla vita di tutti i giorni.
[07:10] Marco Zullo Ho fatto la campagna elettorale, gli eventi, gli incontri con le persone, ma mi sono concentrato molto sul raccontare le cose come stavano e sul raccontare un sogno, gli obiettivi che si volevano raggiungere, con una differenza forse oggi poco consueta: non chiedere il voto ma propormi come uno strumento. Il mio approccio è sempre stato “non votarmi perché io faccio le cose, perché da solo non sono in grado di fare nulla, ma dammi fiducia perché insieme possiamo raggiungere un risultato”. Non ero un tuttologo allora, non lo sono oggi. Studiavo molto e continuo a studiare, per avere gli strumenti cognitivi per capire i bisogni altrui, permettere a chi parlava con me di farsi capire, trovare un’intesa e poi mettere a terra un percorso pragmatico e concreto, senza promettere mari e monti, ma con una visione di lungo, lunghissimo termine, chiara sui passaggi da fare passo per passo per raggiungere l’obiettivo.
L’elezione per due preferenze e cosa mi porto dietro
[09:05] Marco Zullo Questo è l’approccio con cui sono diventato parlamentare europeo. È stata una faticaccia, il merito non è stato assolutamente tutto mio, è stato un lavoro di gruppo. L’insieme di tutte le azioni fatte e di tutto il sostegno ricevuto è servito a raggiungere il risultato.
[09:30] Marco Zullo Una nota di colore: sono risultato eletto con le preferenze, con due preferenze di scarto rispetto alla prima dei non eletti. Ci fu anche un errore di conteggio ufficioso, quelli che danno nella serata del conteggio dei voti. Poi, quando i voti arrivarono fisicamente ai tribunali per la notifica vera e propria, ci si accorse che non risultavo non eletto per duecento preferenze, ma eletto per due preferenze. Quando si dice che ogni voto è importante, nel mio caso lo è stato letteralmente, perché due preferenze hanno fatto la differenza. Sono grato a tutti quelli che mi hanno dato fiducia e ho cercato di fare al meglio il mio lavoro.
[10:25] Marco Zullo Lavorare seriamente a livello europeo è molto importante ed è un lavoro vero, che dovrebbe uscire da certe dinamiche comunicative e speculative che fanno male al sistema Paese e al sistema europeo. Mi sono ritrovato eletto al Parlamento europeo senza aspettative iniziali, ci ho creduto molto durante tutto il mandato e ci credo tuttora, anche se ho deciso di non occuparmi più di politica attiva perché credo di poter essere utile sul territorio con strumenti più pratici e pragmatici, in particolare per le aziende. Credo fermamente nel valore sociale dell’impresa e nelle ricadute che ha sul territorio, sul sistema Italia e sul sistema Europa. Per questo ho deciso di dedicarmi alla libera professione.
[11:40] Marco Zullo In estrema sintesi, ciò che posso suggerire e che ha fatto la differenza nel mio caso è avere un obiettivo chiaro, essere molto pragmatici, non raccontare frottole, essere concreti. Anche la difficoltà più grande si può superare, ma serve una programmazione e una progettazione ben fatte. Nella mia prima elezione due preferenze hanno fatto la differenza e sono state il risultato di un certosino lavoro di raccolta del consenso, di andare a parlare e confrontarsi con i cittadini.
[12:30] Marco Zullo Quando si ha a che fare con le persone si apre un vaso di Pandora. Come dico sempre, da ingegnere ero abituato a lavorare con sistemi lineari: dato un certo tipo di ingresso sai esattamente cosa esce. Quando si ha a che fare con le persone il sistema è molto più complesso, sembra quasi non lineare, per cui anche se si dà lo stesso tipo di input il risultato può essere completamente diverso in base al contesto e ai parametri. Mettere insieme tutti questi aspetti non è semplice, richiede fatica, studio, impegno e il rifiuto della logica secondo cui tutto si risolve con uno schiocco di dita e l’impegno non serve. Questo è il messaggio che oggi viviamo e che dovremmo riportare su un piano più reale per costruire qualcosa di produttivo per noi e per le generazioni che seguiranno. Grazie per l'attenzione e vi aspetto alla prossima.
Se vuoi capire come portare lo stesso approccio fatto di trasparenza, visione di lungo periodo e lavoro di gruppo dentro la tua impresa o nel tuo ruolo di manager, guarda il video completo.
Se ti stai giocando una “campagna elettorale” personale o aziendale e vuoi lavorare su obiettivi, messaggi e metodo con la stessa lucidità con cui ho impostato il mio percorso verso Bruxelles, contattami per ragionare insieme sui prossimi passi.
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